Le Cascine

Il Parco delle Cascine

Central park alla maniera fiorentina: 160 ettari, distribuiti su una striscia lunga tre chilometri e mezzo che costeggia il corso dell’Arno. Il parco delle Cascine è uno dei luoghi più amati dai fiorentini, facilmente raggiungibile in tramvia. Sui “pratoni” si ritrovano giovani, famiglie e anziani, lungo i viali alberati si allenano ciclisti e runner, il mercato settimanale è frequentatissimo. Ecco qualche curiosità sul più grande parco pubblico di Firenze.

Quanti anni hanno?

Le Cascine hanno alle spalle quasi 5 secoli di storia: nacquero nel 1563 come tenuta di caccia e azienda agricola di Cosimo I de’ Medici. Il loro nome deriva proprio da “cascio”, il luogo dove erano tenute le mucche. Con il passare dei secoli le Cascine divennero un parco. Nel Settecento l’architetto Giuseppe Manetti le fece belle, realizzando costruzioni come le pavoniere, la palazzina reale e l’anfiteatro.

La piramide delle Cascine

Tra gli edifici più curiosi c’è la piramide. Alta poco più di 10 metri si trova nella parte est del parco. Qui però gli egiziani c’entrano poco. Si tratta di un frigorifero in versione settecentesca: un deposito, sotterraneo, per conservare ghiaccio e neve, quando ancora i moderni freezer avevano da venire. Per cosa serviva? Per creare il gelato, di cui i fiorentini erano ghiotti.

E il suo principe indiano

Dalla parte opposta del parco, alla confluenza del Mugnone con l’Arno, è visibile il monumento all’indiano, da cui prende il nome il vicino viadotto. Il mausoleo è stato creato in memoria del principe indiano Rajaram Chuttraputti, che morì a Firenze nella seconda metà dell’Ottocento all’età di 21 anni. Secondo il rito indù, le sue ceneri furono sparse alla confluenza di due fiumi.

Le Cascine oggi

Le Cascine sono oggi il parco pubblico più grande di Firenze. Ospitano due ippodromi, un velodromo, una piscina, un club di tennis e molte attività sportive. Di recente l’amministrazione Renzi ha lanciato un piano per riqualificare il polmone verde di Firenze, con un masterplan che prevede ristoranti, un centro visite e uno spazio ristoro.

E per finire, l’ospite speciale

Era uno dei più assidui frequentatori delle Cascine. Lo si poteva vedere ogni giorno camminare chilometri e chilometri lungo i vialetti alberati circondato da un capannello di persone; per molti è diventato il simbolo stesso del parco: Carlo Monni. All’attore è stata intitolata la fermata della linea 1 della tramvia.

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